|
IL SIGNORE DI FEILITZSCH (da una ricerca di Sabine Streck)
Stephanie Auguste Eugenie Pauline Aimee, contessa di Mejan, nacque a New Orleans il 7 luglio 1857, il padre era un diplomatico francese, la madre una viennese, già divorziata, che lui aveva conosciuto e sposato in Germania. Il matrimonio non durò a lungo, madre e figlia tornarono in Germania, mentre il padre si sposò una seconda volta con una pianista polacca. La madre di Stephanie morì quando lei aveva otto anni, la bimba crebbe sotto la tutela di una zia ad Augsburg e nell’aprile del 1877, a 19 anni, sposò il barone Wilhelm von Feilitzsch, 35 anni, all’epoca capitano del Sesto Cavalleggeri di stanza ad Amberg. Nel gennaio del 1878 nacque la prima bambina, Wilhelmine Ida Auguste Rosalie, l’anno dopo l’erede August Karl Ernst Wilhelm, che morì d’improvviso a otto mesi. Nel 1881 la baronessa ebbe un’altra bambina, battezzata col solo nome della madre, Stefanie. In quel periodo risultò in vendita il castello di Eisenburg nei pressi di Memmingen. Il barone ne decise l’acquisto, si congedò dall’esercito, conservando il diritto di portare l’uniforme, ed ebbe luogo il trasloco. Nel borgo di Eisenburg si conserva memoria del barone von Feilitzsch come di una cavaliere baldanzoso ed un padrone duro ma equanime. Nell’ottobre del 1883 nacque una terza bambina, Olga. E l’autunno successivo la baronessa era di nuovo incinta, il 2 maggio 1885 nacquero due gemelli, Hans e Margharete. La madre si ammalò di febbri puerperali e morì dieci giorni dopo la nascita dei gemelli, a 27 anni. Lasciava cinque bambini piccoli.
L’annuncio mortuario nel Memmingen Zeitung del 13 maggio recitava “Stamattina alle otto è piaciuto a Dio onnipotente di chiamare a sé da questo mondo la mia amata consorte baronessa Stephanie von Feilitzsch nata Contessa di Mejan. Il funerale avrà luogo il 15 maggio all’una del pomeriggio. L’affranto consorte Barone von Feilitzsch”. Il protestante Feilitzsch acquistò una tomba in cui c’era posto per almeno cinque bare nel cimitero di Steinheim, la baronessa cattolica vi venne inumata e sulla tomba venne piantata l’edera.
La figlia Stefanie scrisse più tardi nei suoi ricordi d’infanzia:” -Salutami tanto i miei piccoli- sono state le ultime parole che la mamma disse a nostra zia. Se qualcuno, il medico o l’ostetrica ebbero qualche colpa nella sua morte non si sa. Più tardi ho sentito che non c’era stata molta pulizia”.
Sei settimane dopo la morte della baronessa morì anche la piccola Olga, di un anno e mezzo. E’ sempre Stefanie che ricorda. “Una cameriera tirò via lo scendiletto su cui la piccina si trovava, facendola cadere e battere la nuca, cosicché ne ebbe un grave scuotimento al cervello e dopo un paio di giorni morì. Era una bimba dolcissima, con grandi occhi marron e capelli biondo-ramato. Venne sepolta accanto a nostra madre, e il padre e tutta la gente dicevano che la madre l’aveva presa con sé perché era così piccina e senza di lei sarebbe stata abbandonata”.
I bambini ebbero una educatrice e un’insegnante di francese, perché il padre voleva che conoscessero la lingua della madre bene come il tedesco. Non avevano alcun contatto con i bambini del villaggio, ma ogni 14 giorni erano autorizzati ad andare a trovare la famiglia von Stoll che d’inverno abitava in una bella casa a Memmingen e d’estate nella residenza di Grünenfurt. Ricorda Stefanie “Erano molto facoltosi e rispetto al rigore in cui noi venivamo cresciuti il loro stile di vita ci pareva favoloso. D’estate andavamo e tornavamo a piedi da Grünenfurt. Qualche volta arrivavamo a casa in ritardo, e allora il padre poteva diventare molto cattivo, perché come ex ufficiale teneva moltissimo alla puntualità e alla disciplina esteriore.”
Nel 1889 il barone sposò una lontana parente di 14 anni più giovane e i bambini intrecciarono ghirlande per la nuova madre. “Non so perché, scrive Stefanie, ma i miei ricordi d’infanzia da quel momento sono come recisi. Il padre vendette il castello di Eisenburg. Più tardi mi si disse che non avrebbe potuto vivere con un’altra donna dove aveva vissuto i suoi anni più felici con nostra madre. Può essere. Ma c’era anche il fatto che Eisenburg gli dava grosse preoccupazioni.”
La famiglia si trasferì in Franconia, nel 1891 e nel 1893 il barone ebbe dalla nuova moglie altre due figlie. Poi un giorno d’agosto del 1897, durante una passeggiata, ebbe la sfortuna di inghiottire un pezzetto di una spiga che aveva messo in bocca. Nonostante gli sforzi dei medici e le operazioni a cui venne sottoposto non ci fu niente da fare e l’uomo, per il resto perfettamente sano, morì.
Secondo il suo desiderio venne sepolto nel cimitero di Steinheim, nella tomba a suo tempo da lui predisposta, accanto alla sua prima moglie e alla figlioletta Olga.
Questo racconto è la traduzione-riduzione di una ricerca condotta da Sabine Streck, una guida della città di Memmingen a cui devo quasi tutto quello che c’è di vero in quanto dico in questo sito di Memmingen.
|